Api e insetti impollinatori: il loro ruolo per la salute dell’ecosistema

 


Un Mondo Senza Api: Le Conseguenze e Come Possiamo Aiutare

Le api e gli altri insetti impollinatori sono fondamentali per la vita sulla Terra, ma rischiano l’estinzione. Come sarebbe un mondo senza l’impollinazione? Esploriamo il ruolo cruciale degli impollinatori e cosa possiamo fare per proteggerli.

Il Ruolo degli Insetti Impollinatori nell’Ecosistema

Gli impollinatori, chiamati anche pronubi, sono essenziali per la riproduzione delle piante a fiore. Trasportando il polline dagli stami ai pistilli, permettono la fecondazione e quindi la produzione di frutti e semi. Senza di loro, la biodiversità e la produzione alimentare sarebbero gravemente compromesse. Infatti, oltre il 75% delle colture globali dipende dagli insetti impollinatori, inclusi frutti, verdure e noci.

Gli impollinatori sono anche chiamati pronubi, dal latino “che favorisce il matrimonio”. Il loro compito è quello di garantire la riproduzione sessuata di moltissime specie di piante a fiore, trasportando il polline (gameti maschili) dagli stami (organi sessuali maschili) ai pistilli (organi sessuali femminili) per fecondare gli ovuli (gameti femminili) nel processo dell’impollinazione. Quando l’insetto impollinatore si posa sui fiori per raccogliere o mangiare il polline oppure per succhiare il nettare di cui molti fiori sono ricchi, il polline si attacca sul suo corpo ed è trasportato di fiore in fiore permettendo la fecondazione delle piante. Gli impollinatori sono molto più efficienti del vento, a cui si affidano alcune piante a fiore (come le querce, i pioppi, le graminacee).

La riproduzione sessuata è fondamentale per mantenere la variabilità genetica, e quindi consentire la salute e l’adattabilità della specie. È così importante che le piante ermafrodite (con entrambi gli organi sessuali nello stesso fiore) o le piante monoiche (con fiori a sessi separati ma presenti sulla stessa pianta) evitano l’autoimpollinazione. In pratica, senza gli impollinatori, molte piante semplicemente non sarebbero in grado di riprodursi efficacemente.

Quante Specie di Insetti Impollinatori Esistono?

Ci sono circa 20.000 specie di api nel mondo, ma gli impollinatori includono anche farfalle, falene, mosche, coleotteri e persino zanzare. Ogni specie ha un ruolo specifico e fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema. I bombi, ad esempio, sono particolarmente efficienti nell'impollinazione vibrante, indispensabile per alcune colture come i pomodori. Anche se Apis mellifera (l’ape da miele) è la specie pronuba più nota, altre specie sembrano essere più efficienti, come gli impollinatori selvatici e i bombi. I bombi, ad esempio, sono in grado di fare l’impollinazione vibrante (o del ronzio): fanno vibrare il fiore facendo cadere molto polline. In questo modo possono impollinare le piante di pomodoro, cosa che alle api non riesce.

In Europa esistono circa 2.500 specie di api selvatiche. A queste vanno aggiunte farfalle, falene, neurotteri (come le crisope) e ditteri (in particolare sirfidi, ma anche… zanzare). Se gli insetti sono la maggioranza degli impollinatori, non dimentichiamoci che anche uccelli e mammiferi svolgono questo compito (es. colibrì e pipistrelli).

Perché gli Insetti Impollinatori Sono a Rischio Estinzione?

La perdita di habitat, l’uso intensivo di pesticidi, i cambiamenti climatici e le specie invasive sono le principali minacce per gli impollinatori. L’agricoltura intensiva riduce la biodiversità e i pesticidi hanno effetti tossici diretti e indiretti sugli insetti. Inoltre, i cambiamenti climatici alterano i cicli naturali, creando disallineamenti tra le piante e i loro impollinatori. Secondo l’International Union for Conservation of Nature, il 9% circa delle specie di api e farfalle è a rischio estinzione in Europa. Le cause sono diverse: agricoltura intensiva e cambiamento nell’uso del suolo (che riducono la biodiversità), uso di pesticidi e altre sostanze inquinanti (che hanno un’azione tossica, acuta o cronica, che si può manifestare direttamente o indirettamente), cambiamenti climatici (come disallineamento fenologico pianta-insetto e alterazione dei nutrienti disponibili), specie alloctone invasive (es. Vespa velutina, Aethina tumida) e patogeni (Varroa destructor).

Tutti questi fattori possono agire sia singolarmente che insieme. Il risultato? Popolazioni deboli, più soggette a parassiti, patologie e mortalità invernale, riduzione della produzione di frutti e semi con conseguente calo delle popolazioni che se ne nutrono e impoverimento delle comunità. Oltre, ovviamente al calo della produttività agricola e dei prodotti dell’alveare.

 L’Impatto dei Pesticidi e della Contaminazione Ambientale

Le politiche Europee (come il Green Deal) si stanno adoperando per combattere il declino degli impollinatori. I pesticidi sono tra i principali responsabili di questo declino, ma ci sono troppo poche informazioni e procedure standardizzate, in particolare sulle specie pronube diverse da Apis mellifera. Non si conosce la sensibilità ai pesticidi delle altre specie, né le loro risposte a livello di popolazione e comunità. Tutte informazioni necessarie per proteggere adeguatamente questi animali.

Al fine di colmare queste lacune è in corso il progetto PollinERA, finanziato dalla Commissione Europa, cui prende parte anche l’Istituto Mario Negri. L’obiettivo è sviluppare un sistema di valutazione di impatto ambientale dei pesticidi che consideri le interazioni tra i fitofarmaci, i loro effetti, il contesto ambientale e gli aspetti ecologici e comportamentali degli insetti impollinatori. L’Istituto Mario Negri si occuperà di sviluppare modelli per prevedere gli effetti tossici dei queste sostanze, singolarmente e in miscela. Modelli che saranno inseriti nel sistema di valutazione di impatto ambientale.

Possiamo Vivere in un Mondo Senza Insetti Impollinatori?

Vivere in un mondo senza insetti impollinatori sarebbe un’impresa ardua. Senza l’impollinazione molte specie di piante non potrebbero riprodursi e quindi sparirebbero. Questo comporterebbe una drastica riduzione di cibo non solo per noi, ma anche tutte le altre specie animali, con conseguente riduzione della biodiversità e crisi di interi ecosistemi.

Per dare qualche numero: circa il 90% delle specie selvatiche da fiore e più del 75% delle specie coltivate si affida all’impollinazione zoofila. In termini economici parliamo di un servizio (l’impollinazione) che vale qualcosa come 153 miliardi di dollari l'anno a livello mondiale, 3 miliardi a livello italiano. Senza dimenticare il valore dell’agricoltura legata all’impollinazione, tra i 235 e 577 miliardi di $/anno a livello mondiale.

L'assenza degli impollinatori influenzerebbe anche la disponibilità di cibo. Meno impollinazione significa meno produzione agricola, che porta a una maggiore insicurezza alimentare e prezzi più alti per i consumatori. Inoltre, molte piante che dipendono dagli impollinatori producono alimenti essenziali per una dieta equilibrata, come frutta, noci e verdure. La mancanza di questi alimenti potrebbe portare a carenze nutrizionali su scala globale.

Azioni Quotidiane per Proteggere gli Insetti Impollinatori

Per proteggere gli impollinatori è necessario proteggere gli ecosistemi. Questo non significa solo piantare fiori graditi agli impollinatori, dotarsi di bug hotel (nidi per insetti) e non usare pesticidi nell’orto/giardino (che sono tutti ottimi accorgimenti!), ma bisogna modificare tutto il sistema. I fattori che contribuiscono a disturbare i pronubi interagiscono tra di loro, per cui bisogna agire nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, con politiche che portino ad un progressivo cambiamento. Sono da rivedere le zone urbane, le zone agricole e l’agricoltura, il sistema industriale, i trasporti… Tenendo in considerazione che siamo tutti interconnessi e un danno agli ecosistemi è un danno anche

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